Metà del cibo buttato in casa viene buttato quando è ancora commestibile. Il colpevole abituale è un cassetto di verdure mosce: non marce, solo poco invitanti da crude. Cotte, quasi tutte vanno benissimo.
Moscio non vuol dire andato a male
Una carota che si piega, un peperone raggrinzito, una zucchina molle e un mazzetto di erbe stanco sono ancora cibo. Quello che hanno perso è acqua, e conta per un’insalata e per nulla in una zuppa. Butta tutto ciò che ha muffa, odore acido o patina viscida. Il resto va in padella.
Tre piatti che accettano quasi ogni verdura
Una teglia al forno: taglia tutto della stessa misura, olio, sale, forno caldo, quaranta minuti. Le verdure un po’ vecchie arrostiscono meglio di quelle freschissime perché trattengono meno acqua. Una zuppa: fai appassire una cipolla, aggiungi il resto, copri con brodo o acqua, sobbolli, frulla. Non può quasi andare storto e si congela. Un riso saltato o una padellata di noodle: pezzi piccoli, fiamma alta, una salsa. La salsa regge qualsiasi verdura leggermente stanca.
Salva le erbe prima che anneriscano
Le erbe sono la cosa che muore prima in frigo. Trita quel che resta, coprilo d’olio in una vaschetta del ghiaccio, congela. Durano mesi e finiscono dritte in padella. Lo stesso vale per mezzo tubetto di concentrato di pomodoro, per il vino avanzato e per il fondo di una confezione di panna.
Cambia l’ordine in cui compri e cucini
Quasi tutto lo spreco nasce dal cucinare la cosa più nuova spingendo la più vecchia in fondo. Metti davanti le verdure più vecchie e cucina sempre partendo da davanti. Una sera a settimana senza fare la spesa, cucinando ciò che è più vecchio, elimina quasi tutto quello che finirebbe altrimenti nella pattumiera.
Un cassetto di verdure mosce è una teglia al forno o una zuppa, non un sacco della spazzatura. Guarda cosa è più vecchio prima di decidere cosa cucinare, non dopo.
